IES - Industria e sviluppo - Intervista Giuseppe Mazzotta

24IL RUOLO DEL GIURISTA E LA FAMIGLIA QUALE SOGGETTO ECONOMICO GENERATORE DI UN BENESSERE EQUO E SOSTENIBILE

La famiglia genera al suo interno e proietta all’esterno relazioni determinanti in molteplici ambiti della vita sociale e il professionista esercente la professione legale opportunamente può intervenire in rela­zione ad essa, stando al crocevia di competenze tecnico scientifiche, sempre crescenti, diverse ed interdi­pendenti, includendo gradualmente, mediante la comprensione delle dinamiche essenziali alle relazioni interne alla famiglia, anche il settore delle relazioni economiche, commerciali e industriali della stessa.

Avv. Giuseppe Mazzotta, in ottica di pro­gettualità familiare, alla costante ricerca di opportunità di miglioramento, ma anche indirizzata alla richiesta di consumi e alla soluzione di problemi, quale è il ruolo del giurista?

In questo intreccio di relazioni articolate su diversi soggetti, al giurista è richiesto un ap­proccio nuovo e integrato, che aiuti la famiglia operante all’interno delle relazioni economiche a muoversi in modo che ciascuno dei suoi com­ponenti possa crescere, alimentando allo stesso tempo la crescita degli altri. Per tali motivi oc­corre che la richiesta di intervento dello Studio Legale, avanzata dalla famiglia, sia essa gene­rata nel quadro di un contenzioso, interno ad essa o verso soggetti terzi, sia essa finalizzata ad ottenere dei risultati dall’impiego di risor­se, venga trattata mediante specifici strumen­ti professionali con la finalità di migliorare la qualità delle sue condizioni generali, applican­do al caso di specie lo strumento giuridico più adeguato, soprattutto in presenza di un’attività di impresa, anche industriale.

Quali sono gli strumenti in mano al profes­sionista?

Per migliorare l’assetto patrimoniale comples­sivo della famiglia si possono consigliare trust o fondi patrimoniali, soprattutto con l’obiettivo di risolvere conflitti interni o con soggetti terzi, ma anche in vista della prevenzione di essi. In Italia la piccola e media impresa ha sempre più bisogno di consulenza legale previa alle pro­prie iniziative, che tenga conto delle aspettative e delle visioni dei singoli soggetti dell’impresa stessa. Ma è altrettanto importante inquadrar­ne la richiesta in un contesto di norme in rapida evoluzione, facilmente generate da organismi spesso sovranazionali e sottoposte all’interpre­tazione di organi di giustizia, anche internazio­nali, specialmente europei.

Perché si consiglia alla famiglia, in quanto soggetto economico delle proprie attività pro­duttive, di rivolgersi al giurista?

In primis per la sua competenza giuridico normativa ma anche per aiutare ciascun com­ponente a riconoscere il proprio ruolo e le opportunità derivanti dall’investimento di un capitale economico o dall’impiego di una risor­sa. Di qui le indicazioni sulle eventuali oppor­tunità di espandere un’azienda o di rinforzarne la consistenza interna, di dislocarne in miglior modo le risorse, aumentandone il know how. A questo scopo lo Studio Legale può arrivare a proporre modelli contrattuali e modalità di in­vestimenti e di rapporto con gli operatori eco­nomici, frutto di uno studio di buone pratiche commerciali e industriali e di analisi approfon­dite delle esperienze anche di altri Paesi.

La famiglia merita, pertanto, un inquadramen­to della struttura delle relazioni socio economi­che interne e nei rapporti con i terzi, esterne ad essa, indispensabile a potenziarne il funziona­mento armonico e la crescita, prima, durante e, eventualmente, anche dopo che la legge sia intervenuta a comporne eventuali conflitti.

Intervista pubblicata da: IES - Industria e Sviluppo Quadrimestrale di informazione, opinione, economia, impresa, edito da Confindustria Firenze, Livorno, Massa Carrara, Toscana Nord, Toscana Sud.