L’immunologo che sa spiegare la scienza con l’arte e il calcio

di Lello Naso

Immunologo Pesca Miracolosa DuccioAlberto Mantovani sposta le tende per impedire ai raggi del sole di filtrare sul tavolo da lavoro del suo ufficio di direttore scientifico dell’Humanitas di Rozzano, hinterland sud di Milano. «È una meraviglia», dice guardando fuori. «Il sole, il prato e gli studenti di tutte le nazionalità che socializzano come nei campus dei college americani».Immunologo Arte Scienza Calcio

Dalla finestra, sulla sinistra, si intravede l’edificio della facoltà di medicina dell’Humanitas che ospita la biblioteca, la mensa e il caffè. A destra, il centro congressi. Spingendo oltre lo sguardo, di fronte, la sagoma dell’ospedale e, in lontananza, i palazzi della prima periferia milanese. È una giornata limpida, tipica degli inverni padani con la nebbia dell’alba che si apre nella tarda mattinata. Un’atmosfera testoriana, da Nebbia al Giambellino, il quartiere di Milano in cui l’immunologo è nato e abita da sempre. «Vivo ancora intensamente il quartiere. Io e mi moglie Nicla - siamo sposati da 40 anni - facciamo parte dell’associazione di volontariato Campo Olimpia. L’altra sera abbiamo festeggiato lì, con gli amici d’infanzia, i nostri 70 anni. Ho lasciato il Giambellino solo per i periodi di studio e di lavoro fuori dall’Italia». Non pochi, per la verità.

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Mantovani, incoraggiato dai due luminari («una lezione di umiltà e libertà») sviluppa una ricerca diversa e scopre che i macrofagi invece di difendere l’organismo dal cancro passano al nemico diventando «poliziotti corrotti», come li definisce lo scienziato milanese. Un cambiamento di paradigma per l’intera comunità scientifica: Mantovani dimostra che le infiammazioni, fino ad allora trascurate, possono contribuire all’insorgere e allo sviluppo dei tumori. «È stato un momento che ha segnato la mia carriera, umana e professionale. Ma all’inizio, ai convegni, mi davano del pazzo, ero totalmente controcorrente. Mi sentivo come nell’Onda di Hokusai, uno dei miei quadri preferiti. Una barca minuscola, quasi invisibile, che affronta la gigantesca muraglia d’acqua, anche con un pizzico di incoscienza».Immunologo Arte Great Wave off Kanagawa2

Mantovani ama le metafore. L’arte, una delle sue grandi passioni, ne fornisce a piacimento. «In ogni presentazione scientifica, da quelle di più alto livello a quelle divulgative, inserisco un quadro per semplificare i concetti. La Pesca miracolosa di Duccio di Boninsegna e i mosaici del museo del Bardo di Tunisi mi aiutano per spiegare la ricerca sui geni. Le cinque ballerine della Danza di Matisse sono le subunità della proteina C-reattiva. Le figure di Kandinsky mi aiutano con la sottoclassificazione delle cellule. L’Amorino dormiente di Caravaggio, il mio pittore preferito, è affetto da artrite reumatoide giovanile, una malattia sconfitta dall’immunoterapia...».

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Immunologo Caravaggio sleeping cupidDa genitore non mi piaceva obbligare i miei figli a mangiare le verdure. Figuriamoci se mi piace imporre alla gente di vaccinarsi. Ma se l’Italia scende sotto il 95% di vaccinati e l’Oms la segnala cImmunologo matisse la danzaome Paese a rischio, non c’è altra strada. Non possiamo permetterci il ritorno dei morti di pertosse, è successo a Desio. Basta leggere Nemesi di Philip Roth per accorgersi che la poliomelite e il polmone d’acciaio erano una realtà nella prima metà del secolo scorso e negli Stati Uniti. Abbiamo degli obblighi morali e sociali nei confronti dei bambini malati di cancro che non possono vaccinarsi e li dobbiamo proteggere vaccinando gli altri. Anche la California, lo Stato in cui ci si può drogare liberamente, ha reso obbligatori i vaccini dopo un’epidemia da morbillo. Nell’Europa dell’Est, caduto il comunismo e finiti i programmi di vaccinazione, sono tornati i morti per difterite. Ho otto nipoti, uno l’ho vaccinato personalmente».

Ancora, non si può tacere sugli azzardi morali. «Mi ha indignato l’esperimento cinese che ha fatto nascere due gemelle con il Dna modificato. Non ne capisco l’utilità terapeutica e scientifica. Trovo aberrante aver comunicato i risultati su YouTube. Una follia. La comunità scientifica ha regole precise di validazione e pubblicazione degli esperimenti a cui tutti siamo tenuti ad attenerci. Le riviste scientifiche sono la garanzia del valore e della serietà degli esperimenti».

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Quando gli si fa notare che il suo nome è stato accostato più volte al Nobel, Mantovani ricorre a un’altra delle sue metafore, sul calcio, altra sua grande passione da tifoso (interista) e praticante (da giovane era un difensore roccioso). «Vince uno scienziato all’anno, come il Pallone d’oro. Chi ha vinto ha sempre meritato, scienziati e atleti di primissimo livello. Nulla da dire. Ma i premi non sono scolpiti sulla pietra. Lo scopritore delle funzioni del timo, Jacques Miller, non ha vinto il Nobel. Paolo Maldini e Giacinto Facchetti non hanno vinto il Pallone d’oro. Ma è nella logica dei premi».

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In foto:

 

Duccio di Buoninsegna

La pesca miracolosa

Apparizione sulla sponda del Mare di Tiberìade, 1308-1311

1308-1311, tavola, 38.4 — 49.8 cm,

Museo dell’Opera Metropolitana del Duomo, Siena

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Katsushika Hokusai

La grande onda di Kanagawa

La copia conservata alla Biblioteca del Congresso degli Stai Uniti d’America

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Philip Roth

Copertina del libro Nemesi

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La Danza (La Danse) è il nome di due dipinti di Henri Matisse.

La prima versione, risalente al al 1909 (259.7x390.1 cm, olio su tela), è conservata al Musemum of Modern Art di New York, mentre l'altra, del 1910 (260x391 cm, olio su tela), è situata al Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo.

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L'Amorino dormiente olio su tela

Michelangelo Merisi da Caravaggio

Databile tra il 1608 e il 1609

Conservato nella Galleria Palatina di Firenze.

La tela è firmata e datata sul retro: «M.M. di Caravaggio, Malta, 1608».

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- 8 maggio 2014

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