“Vuoi giocare con me?” è uno dei primi gesti di accoglienza che un bambino possa manifestare

Il presidente di Rcs Media Group e del Torino Calcio interviene nel corso dell’iniziativa “Il calcio chPapa Cairo Gazzettae amiamo” organizzata dalla Gazzetta dello Sport in Vaticano leggendo una lettera al Santo Padre.

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Segue un frammento della lettere e il link del filmato integrale

Il calcio che amiamo è quello dei giovani, che rappresentano il nostro futuro. Quante volte, noi adulti, ci sproniamo a fare squadra? Un concetto mutuato dallo sport e che il calcio, soprattutto, ci ha insegnato fin da bambini. Fare squadra sul campo significa misurarsi con la condivisione e la convivenza. Ma anche misurarsi con il valore del rispetto: per queste stesse persone, per gli spazi comuni e per le regole imposte dal gioco. Calcio è soprattutto sinonimo di inclusione: pensiamo a quando, da ragazzi, nel cortile dell’oratorio o al parco andavamo in cerca di altri bambini per poter fare squadra. “Vuoi giocare con me?” è uno dei primi gesti di accoglienza che un bambino possa manifestare: verso ragazzi più grandi, più piccoli, con disabilità o che siano di altre nazionalità, culture e religioni. Senza mai dimenticare quale sia l’obiettivo di un ragazzo che prende a calci un pallone: divertirsi”. Perché il calcio diverte ed è fatto per divertirsi”.

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