Vangelo Giovanni, 8,1 - 11

Sito AdulteraDal Vangelo secondo Giovanni 8,1-11

In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma all’alba si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava.

Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, gli dicono:

“Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?”

Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito per terra.

E siccome insistevano nell’interrogarlo, alzò il capo e disse loro: “Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei”.

E chinatosi di nuovo, scriveva per terra.

Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi.

Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo. Alzatosi allora Gesù le disse:

“Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?”.

Ed essa rispose: “Nessuno, Signore”. E Gesù le disse: “Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più”.

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Dalla Bibbia dell'Università di Navarra

La risposta di Gesù accenna indirettamente al modo in cui veniva eseguita la lapidazione presso i Giudei: i testimoni del reato erano tenuti a scagliare le prime pietre, cui si aggiungevano poi quelle degli altri membri della comiunità, quasi a cancellare collettivamente l'nfamia ricaduta su tutto il popolo [cfr. Dt, 17, 7]. La questione, posta sotto l'aspetto giuridico, viene da Gesù innalzata al piano della moralità (che erge e giustifica il piano del diritto), facendo appello alla coscienza di ognuno. Il Signore non viola la Legge, osserva San Agostino, ma nemmeno vuole che vada perduto quello che stava cercando, perché è venuto in terra a salvare ciò che si era smarrito: «Guardate che risposta piena di giustizia e insieme piena di mansuetudfine e di verità! O risposta della Sapienza! […] Avete dunque sentito il verdetto?

Ebbene, si appplichi la Legge, si lapidi l'aduletra! E' giusto, però che la legge della lapidazione venga esguita da chi deve essere a sua volta colpito? […]

Si punisca la peccatrice ma non ad opera dei peccatori; si adempia la Legge ma non ad opera dei prevaricatori delal Legge» (In Ioannis Evang. Tractatus, 33, 5)

Nella Foto: Cristo e l’Adultera, 1548-'50 - Museo-Antico Tesoro della Santa Casa di Loreto

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- 8 maggio 2014

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