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Le opere e i giorni (Ἔργα καὶ Ἡμέραι, Erga kài Hemérai)

 

Le opere e i giorni (Ἔργα καὶ Ἡμέραι, Erga kài Hemérai)

I giovani e la loro idea di Futuro- Indagine Eurispes 2018

Ricerca sociale internazionale in Italia, Germania, Polonia, RussiaEurispes Giovani 06

2018 –

I giovani e la loro idea di futuro:

comprendere le dinamiche sociali,

possibilità e opportunità

per la mobilità sociale

Svetlana Varlamova - Ricercatrice senior

Centro Federale di Sociologia Teoretica e Applicata Accademia delle Scienze di Russia

(FCTAS RAS)

Anna Doroshina - Sociologa

Università chimico-tecnologica “D.I. Mendeleev”, Mosca

Elena Kayshauri - Ricercatrice

Centro Federale di Sociologia Teoretica e Applicata Accademia delle Scienze di Russia

(FCTAS RAS)

Sapienza Università di Roma (Italia), 18 gennaio 2019

Presentazione della Ricerca promossa dal

Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale CORIS e dall’Istituto EURISPES

Iniziativa organizzata nell’ambito del Programma del Dottorato di Ricerca in

Comunicazione, Ricerca Sociale e Marketing

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Introduzione

Eurispes Giovani 04L'importanza di studiare l'immagine del futuro formata tra i giovani, con particolare attenzione agli studi comparativi tra diversi Stati, è collegata al fatto che il confronto può mostrare quale sia in prospettiva l'immagine più attraente di uno Stato, contribuendo a definire chiaramente il vettore di migrazione e a identificare non l’attuale, ma il futuro “punto di attrazione”. Con la libertà di movimento di beni, capitali, manodopera, che esiste al giorno d’oggi, soprattutto all'interno degli Stati membri dell'UE, è altamente probabile prevedere quale paese sarà destinatario dei maggiori flussi di lavoratori giovani, attivi ed energici, e nello stesso tempo comprendere il “livello di richieste” degli individui sia riguardo al grado di sviluppo del proprio Paese, sia al posto che essi aspirano ad occupare nella scala sociale.

In aggiunta al fatto che lo studio dell'immagine del futuro (sia personale che nazionale) ci consente di fare previsioni politiche, demografiche ed economiche dello sviluppo degli Stati, esso permette anche di descrivere l'attività economica e socio-politica della popolazione giovanile, aiuta a determinare il livello massimo desiderato e possibile dello sviluppo individuale, comprendere il grado del cosiddetto “ottimismo sociale” o “entusiasmo sociale”.

I risultati dello studio presentato per una discussione pubblica ci permettono di proporre una correzione dei vettori di sviluppo, se ciò dovesse risultare necessario.

Caratteristiche della Metodologia e dei Campioni della Ricerca

L'indagine in profondità è stata condotta nel 2018 tra uomini e donne di età compresa tra 18 e 30 anni, che al momento dell'indagine vivevano in Italia, Germania, Polonia, Russia. La dimensione totale del campione è stata di 1.536 persone.

A causa del fatto che la popolazione di ogni Stato coinvolto è superiore a 100.000 persone, il calcolo del campione ha presentato una probabilità di attendibilità pari a 0,95 e un errore di campionamento pari a ± 5%.; ed ha determinato un campione composto da un numero di intervistati nella misura di 384 persone per ogni Stato. Questa dimensione del campione garantisce che i risultati siano rappresentativi di ciascuno dei Paesi inclusi nello studio.

I ricercatori hanno utilizzato il campionamento territoriale e multi – livello. I segni di contiguità in ogni Paese sono: sesso, età, tipologia dell’insediamento urbano.

La tecnica del sondaggio è consistita nell'utilizzare un metodo combinato: indagine classica (faccia-a-faccia) e online.

Il metodo faccia-a-faccia ha permesso di condurre un sondaggio usando versioni stampate dei questionari. L'assistenza volontaria nella somministrazione dei questionari, in Russia, Polonia, Germania e Italia, è stata fornita da colleghi sociologi, conoscenti, parenti, che hanno seguito rigorosamente le istruzioni fornite dai promotori, i quali hanno verificato anche il rispetto delle quote. In Italia I promotori dello studio hanno avuto la collaborazione dell’ Istituto EURISPES, in Germania dell’Istituto IWAK, della Università Goethe (Francoforte s.M).

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Il sondaggio online è stato condotto utilizzando il formato Eurispes Giovani 03di sondaggio di Google Forms, progettato specificamente per i sondaggi online. Con l'aiuto delle domande filtro, solo gli intervistati che hanno raggiunto le quote stabilite per la selezione hanno potuto partecipare alla ricerca.

Se l'oggetto empirico dello studio avesse incluso gruppi di persone di età più avanzata, l'applicazione di questo metodo sarebbe risultata estremamente difficile. Tenendo conto del fatto che oggetto delle interviste sono stati i giovani e che la penetrazione di Internet e dei social network in questo gruppo sociale è quasi del 100%, questo metodo di superamento dei confini statali e territoriali si è rivelato ottimale per lo svolgimento del sondaggio.

Il campione aggregato di ciascun Paese, che integrava i database e l’utilizzo del metodo combinato (indagine faccia a faccia e Internet), ha richiesto una adeguata ponderazione per soddisfare in modo accurato le quote del gruppo di età; ma la deviazione iniziale del campione non ha superato l'errore di campionamento e ha consentito di lavorare con la serie dei dati raccolti.

Il fatto di entrare a far parte del campione di giovani russi, polacchi, tedeschi e italiani è stato controllato con la partecipazione diretta del ricercatore.

L'algoritmo utilizzato per la raccolta dei dati nell’ambito russo e degli altri Stati è risultato lo stesso. Tuttavia, c'è stata una differenza relativa alla comunicazione che riguarda la lingua nazionale usata nella comunicazione con i giovani che hanno risposto al questionario. La comunicazione con i giovani russi si è svolta in lingua russa, con polacchi nelle lingue polacco e russo; con la gioventù tedesca in tedesco; con italiani in italiano.

Eurispes Giovani 02Perché la scelta proprio su Italia, Germania, Polonia, Russia?

La scelta della Russia è stata ovvia a causa del fatto che gli autori dello studio, cittadini russi, si sono focalizzati sulla raccolta di informazioni rilevanti per il loro Stato. Inoltre, nel ventesimo secolo la Russia ha vissuto diverse profonde trasformazioni storiche, che hanno determinato in larga misura anche il vettore dello sviluppo mondiale. L'economia ha vissuto prima la transizione da un sistema capitalista ad uno socialista (rispetto agli altri stati del blocco socialista, il sistema economico socialista è esistito in Russia per un tempo più lungo); quindi, negli anni Novanta del secolo scorso ha vissuto il ritorno ancora una volta al capitalismo, con effetti di cambiamento anche nella politica e nel sistema della pubblica amministrazione. In pratica, la Russia con l'impero e fino agli inizi di questo secolo non ha avuto esperienza di vera democrazia: si è passati da un sistema nel quale lo zar era il centro della vita politica, ad un sistema monopartitico e di amministrazione pubblica socialista; per approdare ad un sistema che riconosce i principi della democrazia e li coniuga con la costruzione di una repubblica presidenziale. Nella sfera religiosa il passaggio è stato dall'Ortodossia riconosciuta come religione di Stato, al completo rifiuto ufficiale di essa e, dopo il crollo dell'Unione Sovietica, al ritorno della religione ad un ruolo attivo nella vita socio-politica del paese.

L'Italia è uno Stato agrario – industriale sviluppato con una storia capitalista, nel quale durante i secoli XX-XXI non vi è stato alcun cambiamento da un modo di vita capitalistico ad un altro, e nel quale l'autorità del cattolicesimo non è mai stata messa in

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discussione. Per l'Italia la sfera economica è caratterizzata da forti differenze regionali in termini di reddito e specializzazione economica: i poli industriali e postindustriali nel Nord del Paese si contrappongono alle debolezze e alle crisi del Sud, come alle regioni del Centro che combinano un buon livello di sviluppo sia agricolo che industriale.

Importante anche il ruolo che l’economia sommersa svolge nello sviluppo complessivo del Paese.

La Germania dal 1949 al 1990 è stata divisa in due Stati: la Repubblica Federale di Germania (FRG) e la Repubblica Democratica Tedesca (DDR). Uno di essi, la FRG, ha mantenuto l'organizzazione capitalista della produzione e il sistema di valori della società protestante, mentre la DDR ha aderito al sistema dell'economia socialista con il corrispondente cambiamento nella struttura degli orientamenti di valore. Dopo l'unificazione nel 1990 in un singolo Stato, che può essere interpretato piuttosto come l'assorbimento della parte orientale del paese da parte della Germania occidentale, il sistema di valori socialista è stato soppresso da quello capitalista. Formalmente, la nuova RDT, non – religiosa ha avuto la possibilità di rianimare ufficialmente il protestantesimo.

Polonia. Lo sviluppo storico nei secoli XIX-XX è caratterizzato da un cambiamento di ideologia e dei valori ufficiali. Prima della seconda guerra mondiale, la Polonia era uno Stato con un'economia capitalista, con una forte influenza del cattolicesimo sulla vita pubblica. Nel periodo postbellico, la struttura economica dello Stato è diventata socialista, il ruolo della religione nella società non è stato ufficialmente riconosciuto e sostenuto. Dopo il crollo dell'URSS e del mondo socialista, c'è stato un altro crollo del sistema economico in vigore con un ritorno al precedente sistema economico capitalista e con il ritorno della Chiesa cattolica ad un ruolo attivo nella vita sociale.

Lo studio, dunque, comprende Stati con situazioni differenziate nei quali, nel secolo scorso: a) non ci sono mai stati dei cambiamenti di fondo nella sfera economica e politica, b) c'è stata una unificazione di sistemi economici e politici fondamentalmente diversi, c) ci sono stati cambiamenti segnati come dal moto del pendolo nelle strutture economiche e politiche. La cultura cristiana in questi paesi è rappresentata dalle sue componenti principali: cattolica, protestante e ortodossa.

1 – I VALORI DELLA VITA dei giovani in Italia, Germania, Polonia e Russia I valori di vita delle giovani generazioni - la struttura degli orientamenti di valore – determinano in larga parte su cosa i giovani concentrano la loro attenzione e come questa generazione agirà in futuro.

I risultati dello studio hanno mostrato la prevalenza dei valori sociali e privati; questi ultimi includono i valori relativi alla vita economica. La maggiore estraneità è risultata per i valori politici (democrazia, patriottismo, attività politica) e i valori spirituali (bellezza, religione). C'è inoltre una dipendenza evidente: più alto è il livello di sviluppo economico dello Stato, minore è l'importanza che i suoi cittadini attribuiscono al lato materiale della vita.

Eurispes Tabella 01

La struttura generale degli orientamenti di valore dei Paesi europei a prima vista sembra abbastanza simile. Questo può essere visto chiaramente se la forma tabulare dei risultati del sondaggio viene convertita in un diagramma a petali: per tutti i paesi la struttura del valore assume forme generalmente identiche. È possibile parlare di dominio dei valori universali; tuttavia, è necessario notare alcune distinzioni nell'importanza di un certo numero di valori e prestare attenzione ai cambiamenti che si sono verificati nei paesi dell'Europa per il periodo post – bellico.

Eurispes Grafici 01

 

Se parliamo della struttura generale degli orientamenti di valore della gioventù europea, notiamo i seguenti punti principali:

Il valore relativo ai figli è piuttosto basso nei gruppi di età più avanzata; non più del 70% in ciascun paese. Il declino dell'importanza di questo valore tra i giovani è rilevato ormai da diversi decenni ed è confermato dai bassi tassi di fertilità in tutti i Paesi. Oggi, questo valore è significativamente inferiore ai valori tradizionali della gioventù come gli amici o il tempo libero e lo svago.

Il significato del valore indipendenza personale, libertà, con un livello che varia tra l'80 – 95% delle risposte, può essere interpretato in relazione alle peculiarità della diverse fasce di età, quando vi è il desiderio di evitare il controllo dei genitori, delle famiglie e una sorveglianza regolare, dal momento che il desiderio di indipendenza cresce con l’aumento dell’età.

Il declino dell'importanza della religione nel regolare il comportamento delle giovani generazioni. Ricordiamo che lo studio ha coinvolto Stati nei quali sono presenti tutte le diverse confessioni della religione cristiana: in Russia, la maggior parte della popolazione si riferisce all'Ortodossia; Polonia e l’Italia sono gli Stati nei quali l'influenza predominante è del cattolicesimo; la Germania è un paese la cui popolazione storicamente professa il protestantesimo. I ricercatori già da diversi anni hanno notato un calo del livello di religiosità in tutti i Paesi europei, che, come si è scoperto, non è collegato alla confessione religiosa. Per i giovani, questo valore è attualmente ai margini della struttura del valore.

L'importanza del lavoro e del denaro come valori è significativamente più alta nei paesi in cui i giovani incontrano i problemi più seri con l'occupazione o una retribuzione decente (il lavoro è prezioso per il 92,4% degli intervistati in Italia, l'87,5% in Polonia contro il 70,7% in Germania). Il valore del lavoro e la possibilità di ottenerlo spesso diventano un fattore di spinta per la migrazione.

Patriottismo: nella presentazione di questi argomenti da parte dei media, nelle discussioni politiche, questo valore non trova una calda risposta tra i giovani.

Gli indicatori medi dell'importanza del valore bellezza si riflettono in gran parte sul modo in cui i giovani si relazionano con il loro aspetto, le preferenze che manifestano per la comodità, il comfort, la naturalezza, in quali tendenze della moda musicale e dell'arte contemporanea sono maggiormente interessati. In un certo senso, possiamo dire che tra i giovani oggi il funzionalismo, la praticità e la pace della mente hanno vinto sulla bellezza.

In Russia il patriottismo, la politica, la religione sono risultati all'ultimo posto nella classifica dei valori, nonostante la grande spinta su questi argomenti promossa nei media, il ruolo attivo svolto dalla Chiesa nel paese.

La sovrapposizione della matrice dei valori relativi alla Russia sulla situazione dell'Europa dimostra una certa specificità, vale a dire: il fallimento di valori come la democrazia (tra i russi ha un livello pari a 58%, negli altri paesi pari a 80%); una maggiore enfasi sugli aspetti materiali della vita rispetto a quanto registrato tra i giovani di altri paesi; un certo desiderio di isolamento nella vita personale; una minore importanza attribuita ai valori amici, sesso, che in genere non è tipico per questa fascia di età; una minore importanza, rispetto ad altri paesi, è attribuita al valore di seguire solidi ideali, principi. Ad esempio, il divario della Russia con l'Italia su questo aspetto è risultato superiore al 25%.

La fondamentale somiglianza della struttura degli orientamenti di valore parla non solo dell'appartenenza dei giovani di Russia, Polonia, Germania e Italia ad una comune cultura europea, ma anche della divisione dei valori universali dei giovani nelle diverse realtà. Le differenze nelle strutture di valore non basate su principi fondativi mostrano piuttosto le caratteristiche nazionali e le specificità della vita sociale dei paesi nei quali è stata condotta l'indagine.

2 – LO STATO EMOTIVO E PSICOLOGICO della gioventù, nel 2018

Lo stato emotivo e psicologico della generazione più giovane determina il suo stato d'animo, le reazioni a un particolare evento, contribuisce all'aumento delle attività o conduce alla depressione.

La valutazione dello stato emotivo dei giovani può essere definita da una determinata triade: negativa, incerta e positiva. La costante prevalenza di un umore passivo, irritato o irrequieto in diverse generazioni può creare le basi per la manifestazione di uno sfondo depressivo, può indurre la popolazione ad abbandonare le attività e inibire lo sviluppo non solo dell'individuo, ma anche della società nel suo complesso. I giovani con tali stati d'animo non saranno in grado di fungere da catalizzatori per lo sviluppo.

Gli stati d'animo positivi hanno lo stesso grado di contagio di quelli negativi, le emozioni di gioia e felicità di una persona, moltiplicandosi, possono diventare la base dell'entusiasmo pubblico e influenzare al meglio lo sviluppo futuro del Paese. Pertanto, è estremamente importante valutare l'equilibrio dello stato emotivo e psicologico inerente ai giovani in un determinato periodo di tempo.

 

Eurispes Tabella 02

 

Italia: il 55,5% dei giovani ha avuto emozioni positive durante l'ultimo anno, il 43,4% degli intervistati ha vissuto situazioni emotive di carattere negativo. L'incertezza non risulta tipica dello stato emotivo e psicologico dei giovani italiani; è rappresentata da un valore pari a solo l'1,2%.

L’equilibrio tra i diversi sentimenti raggiunge un valore positivo pari a +12,1%.

Germania: dominano le emozioni negative (43,8%), tra cui - indifferenza, mestizia / tristezza. Il 35,4% degli intervistati nelle coorti di giovani ha emozioni positive.

Soltanto il 5,7% ha dichiarato che il loro stato d’animo era in costante cambiamento.

L’equilibrio tra i diversi sentimenti raggiunge un valore negativo pari a -8,4%.

Polonia: tra i giovani prevale uno stato d'animo positivo. Il 48,7% degli intervistati ha emozioni positive, come la calma, l'entusiasmo / l'attività, la tranquillità, la gioia. Un po’'meno di un terzo (31,2%) degli intervistati sperimenta emozioni negative e il 20,1% è in uno stato di incertezza.

Il saldo dei rating è pari a +17,5%.

Russia: lo stato d'animo dei giovani è risultato come suddiviso in egual misura tra tre gruppi: il 37,3% degli intervistati ha sperimentato l'anno scorso uno stato di umore che può essere descritto come negativo; il 32,6% si trova in uno stato di incertezza, che costituisce anche come un’ombra allarmante perché non è chiaro in quale direzione il pendolo oscillerà in futuro; per il 30,1% dei giovani, lo stato di umore ha una caratteristica positiva.

Pertanto, il saldo delle valutazioni è pari a -7,2%.

3 – ORIENTAMENTI RIPRODUTTIVI E PIANIFICAZIONE FAMILIARE nel

modo di pensare dei giovani

Pianificare la creazione di una famiglia e la nascita di figli mette in risalto due aspetti principali, cioè: quanto sia importante questo valore per l'attuale generazione e nello stesso tempo per la società. I processi riproduttivi necessari al mantenimento dell’equilibrio demografico in ogni Paese sono ben noti alla demografia e alla sociologia della famiglia e indicano un livello nel numero ideale dei figli – pari a 2,14 figli. La differenza varia tra il valore massimo (Russia -2,43 figli) e il valore minimo (Germania - 2,03 figli); è pari solo a 0,4 bambini.

Spesso, come si sa, i piani non sempre si realizzano, specialmente quando si tratta di piani che riguardano la nascita di un figlio. Ci possono essere molti ostacoli: dallo stato di salute alla mancanza di un partner, e ciò di solito porta a limitare le scelte e le azioni per la nascita di un bambino. Di solito il numero previsto (atteso) di figli è inferiore a quello ideale, come dimostrato dai risultati del sondaggio in tutti i Paesi. In generale, gli indicatori sono simili. Il maggior numero di figli si trova nei piani reali di russi e italiani, pari, rispettivamente, a una media di 1,64 e 1,74 figli. È importante notare che in ciascuno dei Paesi considerati i tassi di fertilità in relazione al numero previsto di figli (da 1,28 a 1,74 bambini in media) non raggiungono l'aliquota richiesta per la semplice riproduzione della popolazione. Questo indicatore avverte dell'assenza di una sufficiente crescita naturale della popolazione per almeno un decennio; in altre parole, prevede un’ulteriore riduzione della popolazione originaria del Paese in esame e la formazione di spazi aperti per i migranti, sia geograficamente che letteralmente, e nell’ambito dell'occupazione: problemi che dovrebbero essere oggetto di dibattito pubblico in tutti i paesi.

Un fattore che influenza in modo significativo la crescita dei sistemi riproduttivi, è il senso di fiducia nel futuro. In tutti i paesi un confronto tra le risposte degli intervistati, sull’essere fiducioso o incerto sul proprio futuro, ha rivelato una differenza significativa negli orientamenti. Ne consegue che l'aumento del tasso di natalità è possibile non solo per mezzo dell'aiuto di sostegni finanziari o di altro tipo da parte di uno Stato, ma anche modificando le opinioni dei giovani sulle possibilità della mobilità sociale, ovvero attraverso un impegno dei media finalizzato a descrivere le pratiche reali di successo dei giovani nella società.

Eurispes Tabella 03

 

Gli orientamenti verso un basso livello di nascite non implicano che i giovani abbandonino l’idea di una vita familiare, la quale è invece pienamente accolta e inserita nella loro struttura di valori, dove il valore della famiglia è significativamente più alto del valore dei figli. Gli oppositori decisi alla creazione di unioni familiari, in linea di principio, non sono così tanto numerosi: la maggior parte di quelli che hanno detto categoricamente “no” alla formazione di una famiglia ruota intorno ad un valore medio pari al 10,5%; il numero minimo di contrari alla vita familiare si registra tra i tedeschi (3,9%). Gli italiani sono risultati come i più orientati alla costituzione di una famiglia: l'82,2% degli intervistati prevede di formare una famiglia nel futuro, una risposta che risulta coerente con la struttura dei valori della gioventù italiana.

4 – GLI ORIZZONTI della pianificazione

Le persone definiscono la durata dei loro piani di vita in modo diverso. Qualcuno progetta il suo futuro per un anno, qualcuno per 5 o 10 anni, e qualcuno vive alla giornata, con piani di vita per “un giorno”. A prescindere dal fatto che ognuno di noi delinea il proprio orizzonte di vita in base alle proprie esigenze personali, l'aumento o la diminuzione dell'orizzonte dei piani di vita dipendono dalle condizioni in cui un individuo obbiettivamente si trova. L'ambiente pubblico, la presenza di ascensori sociali che offrono opportunità di carriera e crescita personale per la maggior parte dei cittadini residenti, la presenza di valori stabiliti nella società, una visione del futuro chiaramente delineata nei suoi lineamenti principali, o semplicemente la sua esistenza, tutto ciò contribuisce a formare e precisare la lunghezza di questo orizzonte.

In generale, riguardo ai piani di vita a breve, medio e lungo termine, i sociologi tendono a chiedersi in quale periodo della vita le persone elaborano i loro piani. Da parte nostra, abbiamo proposto di introdurre nell'uso scientifico dei nuovi indicatori che riguardano, in modo specifico, l'orizzonte di pianificazione sociale e l'orizzonte di pianificazione biologica. Il primo indicatore mostra il periodo deciso nella elaborazione dei piani di vita; il secondo indicatore, relativo all'orizzonte della pianificazione biologica, mostra le opinioni degli intervistati riguardo alla durata della propria vita come alla durata di conservazione delle proprie risorse fisiche e mentali, adeguate alla attuazione dei piani elaborati.

Sulla base dei risultati ottenuti, si può concludere che in tutti i Paesi considerati, i giovani presentano un orizzonte di pianificazione sociale della propria vita di valore medio da 5 a 8 anni, un dato che dal punto di vista delle previsioni sociali è, obiettivamente, di breve periodo. I dati sui giovani (suddivisi per coorti) che oggi si confrontano ed operano in un contesto di cambiamenti globali e con le sue crisi costanti, confermano che essi non vedono la possibilità di costruire piani a lungo termine; ma neppure sono orientati a vivere piani per “un giorno”. Inoltre che essi sono alla ricerca delle opportunità per variare gli elementi e le risorse su cui elaborare i propri piani di vita.

Eurispes Tabella 04

Una lunga vita ha un valore per il suo portatore e la sua famiglia, purché siano consapevoli del mondo che li circonda. Quindi non solo l'aspettativa sulla durata della vita è importante, ma anche la durata di una vita sana. Sotto quest’ultimo aspetto, le idee dei giovani circa le possibilità per la loro generazione di godere di longevità fisica e mentale sono interessanti. La risposta a queste domande in realtà mostra gli orientamenti degli intervistati in ordine alla possibilità di organizzare dei “piani di vita” con riferimento alla durata della propria vita.

Nell’ambito dell'indicatore relativo all’orizzonte di pianificazione biologica, abbiamo identificato due indicatori specifici: l'aspettativa di vita e l'età dell'attività mentale e fisica.

L'aspettativa di vita è l'indicatore demografico più importante che caratterizza lo standard di vita della popolazione, dei sistemi sanitari e dei servizi sociali. Secondo i dati di Eurostat per il 2016, l'aspettativa di vita media per i polacchi è stata stimata in 78 anni: per i tedeschi 81 anni, per gli italiani 83,4 anni. Le statistiche ufficiali per Italia, Germania e Polonia danno risultati molto vicini ai risultati dello studio, le loro differenze sono insignificanti. Così, i giovani, avendo davanti agli occhi l'esempio delle generazioni precedenti, determinano molto chiaramente le possibilità della loro longevità. Invece, il risultato del sondaggio dei giovani russi sull'aspettativa di vita della loro generazione, pari a 68,8 anni, è inferiore di 3,9 anni rispetto ai dati delle statistiche ufficiali e riflette la convinzione dei giovani sul fatto che essi dovranno compiere maggiori sforzi per raggiungere i loro obiettivi rispetto all’attuale generazione delle persone attive e, di conseguenza, che le loro risorse fisiche saranno consumate più rapidamente.

Un altro indicatore dell'orizzonte di pianificazione biologica è relativo al livello di età idonea per lo svolgimento dell'attività mentale e fisica: le stime dei giovani indicano i seguenti livelli: 66,6 anni in Italia, 61,2 anni in Germania e 51,1 anni Polonia. I russi stimano il limite di età della loro attività fisica e mentale a 56,2 anni. Le divergenze di 16 – 20 anni nelle idee relative alle aspettative di vita in generale e alle aspettative di vita in buona salute non corrispondono alle indicazioni fornite dalla moderna medicina, le quali presentano dati di livello significativamente inferiori rispetto alle stime sull'aspettativa di vita fornite dai giovani. A nostro avviso, queste indicazioni dei giovani possono servire da guida per il sistema sanitario e i servizi sociali impegnati in materia di assistenza agli anziani, quando il numero delle persone che avranno bisogno di sostegno in questa fase di età aumenterà di diversi multipli.

Eurispes Tabella 05

 

5 – DINAMICA SOCIALE E MOBILITÀ SOCIALE dei giovani nella loro

prospettiva futura di 10-15 anni: ottimismo sociale o apatia?

Il grado di “ottimismo sociale” può essere valutato analizzando l'autostima delle giovani generazioni riguardo alle dinamiche del loro posto sull'ipotetica scala sociale e la collocazione del loro Paese sulla scala sociale mondiale.

In una prospettiva di 10 – 15 anni, i giovani dei quattro Paesi credono che in futuro avranno l'opportunità sia di diventare più sicuri dal punto di vista finanziario sia più potenti e rispettati. I giovani, nel valutare le loro opportunità future, sono fiduciosi nella loro realizzazione; tutte le valutazioni dimostrano una prospettiva positiva. I polacchi e gli italiani si posizionano ai livelli più alti sia riguardo alle situazioni attuali, sia nella prospettiva di 10 – 15 anni, ma la gioventù italiana è sicura di compiere i progressi maggiori sui gradini della scala sociale: l'incremento totale con riferimento a tutte le scale indicate è pari a 5,88 punti, ovvero con una media di 1,96 punti per ciascun indicatore della scala sociale; un dato che in una scala con un valore massimo di nove punti può essere stimato molto alto.

L'ottimismo sociale si riscontra nei giovani di tutti i Paesi, l'autovalutazione delle prospettive della giovane generazione di Russia, Polonia, Germania e Italia mostra un focus sulla mobilità sociale verticale. Quanto più il “grado” di ottimismo e di dinamica di movimento su una scala sociale è elevato, tanto più alto è il posizionamento di un Paese nella scala della competizione mondiale. Per questa ragione, la misura dell'ottimismo sociale può essere assunta come un indicatore utile per valutare il funzionamento degli ascensori sociali nella comunità.

Eurispes Tabella 06

Il fattore di fiducia nel futuro gioca qui un ruolo cruciale. La valutazione fiducioso / insicuro rispetto al futuro varia in modo significativo in tutti i paesi. Le persone che sono fiduciose nel loro futuro hanno dimostrato sia indici iniziali più alti, sia maggiori avanzamenti nella scala sociale. L’unica eccezione è l’Italia dove i giovani senza un senso di fiducia nel futuro, anche se valutano le loro posizioni inferiori a quelli che credono nel loro futuro (la regola generale funziona), credono tuttavia che il loro passo avanti sarà grande.

Eurispes Tabella 07

 

La dinamica delle valutazioni individuali è indicativa dello scenario delle valutazioni relative alla situazione dei paesi in una prospettiva di 10 – 15 anni di sviluppo. La Russia si è rivelata essere l'unico paese tra quelli studiati nel quale la valutazione del potere e della forza dello Stato e le prospettive per la sua promozione sulla scena mondiale sono risultate più alte delle dinamiche sociali personali. La Germania, in un futuro di 10-15 anni, secondo l'opinione della attuale generazione più giovane del Paese, mostrerà anche una leggera diminuzione della sua posizione (pari a -0,16 punti); tuttavia, i tedeschi vedono ancora la Germania come uno dei motori dello sviluppo mondiale e, prima di tutto, lo attribuiscono al livello di sviluppo economico. Riguardo alla situazione sociale, i giovani tedeschi ritengono che il suo livello scenderà da 6,82 punti a 6,57 punti (su una scala di 10 punti). Queste percezioni possono essere collegate all'attuazione di programmi di sostegno sociale e di accoglienza per rifugiati e migranti e alla rimodulazione dei bilanci sociali a favore della popolazione nazionale. Tuttavia, questi indicatori sono risultati i più alti tra quelli registrati in questo gruppo, rispetto a quelli di altri Paesi.

Gli italiani e i polacchi rappresentano il loro Paese, nella situazione attuale e nella prospettiva di 10-15 anni, con un livello di valore medio. La gioventù russa ha fatto registrare un valore di massimo aumento nelle stime sulle prospettive di 10-15 anni riguardo all'indicatore “livello di sviluppo economico”; ritiene che la Russia assumerà delle posizioni migliori sulla scena mondiale e che la situazione interna del Paese è destinata a migliorare nella sfera politica e in quella culturale.

Interessanti sono le differenze di genere: in Germania e in Russia le ragazze sono molto ottimiste, in Italia e in Polonia lo sono di più i giovani uomini.

Quindi, si può affermare che il “termometro sociale” mostra una temperatura normale, il corpo della gioventù nel suo complesso è carico di un buon livello di ottimismo

Eurispes Tabella 08

 

6 – ATTIVITÀ CIVILE E POLITICA dei giovani

La capacità di interagire con le autorità e influenzare il processo decisionale riflette non solo il livello di democrazia di uno Stato, ma è anche uno degli indicatori della fiducia nelle autorità, del coinvolgimento della popolazione nel processo di gestione a diversi livelli decisionali, della propensione a volere obbedire alle decisioni delle autorità o a cercare di eluderle.

La capacità di influenzare la politica delle autorità a qualsiasi livello dà la consapevolezza del suo significato sociale e civile, consente di pianificare il proprio futuro in un ambiente più adeguato e favorevole. I risultati del sondaggio hanno mostrato che più alto è il livello della istituzione pubblica, minore è il numero di giovani che valuta la possibilità di esercitare la loro influenza sul processo decisionale e viceversa. A giudicare dalle risposte, i giovani tedeschi e i polacchi ritengono di avere le maggiori opportunità di influenzare la politica dello Stato nel suo insieme, così come

la politica delle autorità regionali e dell'autogoverno locale. Questo indicatore dimostra l'apertura delle autorità tedesche e polacche nei confronti dei cittadini, la possibilità di costruire un dialogo tra autorità e cittadini residenti.

I giovani in Italia credono anche di avere un'opportunità diretta di influenzare il Governo e di interagire con esso, e quindi che essi hanno il diritto di esprimere le loro opinioni su queste o quelle iniziative del Governo e di essere ascoltati da esso. I giovani italiani apprezzano l'opportunità di influenzare la politica delle autorità regionali e comunali. Riguardo alla influenza sulla politica dello Stato nel suo complesso, le opinioni “sì” e “no” sono quasi equamente divise.

I giovani in Russia ritengono di non avere influenza sulla politica delle autorità a tutti i livelli, il che è chiaramente correlato alla scarsa importanza per i russi dei valori della democrazia e della politica, al minimo livello in relazione ad altri paesi.

Questa situazione ha un impatto negativo sulle relazioni tra i cittadini e le autorità e minaccia di minare la credibilità delle autorità.

Eurispes Grafici 02

 

Come altro indicatore dell'interazione tra autorità e giovani, abbiamo esaminato la questione delle varie componenti dell'attività politica e civile, la partecipazione degli intervistati a vari eventi e iniziative pubbliche. La partecipazione dei giovani a determinate iniziative nel Paese di residenza ci consente di valutare il grado di maturità della società civile e la cultura della partecipazione politica. Ad esempio, in un paese in cui il ruolo della religione e della Chiesa è forte, le istituzioni religiose sono attivamente coinvolte nella società, la partecipazione alle attività religiose è in aumento, come dimostrano i risultati della gioventù italiana (17,6%). Lo stesso si può dire per le attività di volontariato che coinvolgono i giovani in Germania (35,6%) e Italia (36,8%). In Russia e Polonia la quota di giovani che partecipano ad attività simili risulta ridotto di circa la metà, rispettivamente pari al 18,3% e al 17,2%. La differenza tra i diversi Paesi è risultata significativa; indica anche delle differenze nella cultura della partecipazione politica; conferma le opinioni e le pratiche comportamentali dei giovani in relazione alla influenza o presa di distanza dal potere, la chiusura in se stessi per dedicarsi a risolvere esclusivamente problemi personali o i problemi dell'ambiente di maggior vicinanza.

Un altro dato riguarda le attività del tempo libero: al riguardo è emerso che i giovani in Italia, Germania, Polonia e Russia esprimono un uguale livello di apprezzamento per la partecipazione personale alle attività di svago e tempo libero.

I risultati del sondaggio sui giovani russi suggeriscono che essi sono caratterizzati da un tipo piuttosto edonistico di attività sociale, dominato dalle risposte sulle escursioni turistiche, i festival, le vacanze. Poco più di un terzo (35,7%) degli intervistati ha ricordato la propria partecipazione alle elezioni regionali, e ancor meno - il 28,8% - al voto delle elezioni nazionali. Ciò può essere spiegato in parte con un processo prolungato di maturazione della gioventù, in parte dalla mancanza di volontà e dalla riluttanza ad assumersi la responsabilità per il processo di sviluppo dello Stato e la delega di questa responsabilità alle autorità stesse. Anche il volontariato e la protezione dei diritti dei cittadini non hanno guadagnato popolarità tra i giovani russi, registrando rispettivamente il 18,3% e il 19,6% delle risposte dei partecipanti.

La differenza è particolarmente evidente quando si confrontano le risposte degli intervistati dalla Russia e dalla Polonia con le risposte dei giovani di Germania e Italia.

I giovani polacchi sono molto più vicini ai russi che ai tedeschi e agli italiani in termini di struttura della partecipazione politica e civile, con l'unica differenza che i tassi di partecipazione in Polonia sono risultati circa il 10% più alti.

La vita politica e sociale interna della Germania e dell'Italia mostra un quadro completamente diverso. Il coinvolgimento dei giovani di questi Paesi nella vita politica attraverso la partecipazione a elezioni di vari livelli, referendum, dimostrazioni e manifestazioni non ha confronto con la situazione dei vicini orientali. Significative e intense sono le attività sociali dei giovani nelle organizzazioni di volontariato e la partecipazione ad eventi religiosi, che sono spesso orientate anche ad aiutare i bisognosi.

Eurispes Tabella 09

 

Riguardo ai criteri che definiscono il successo della vita, scelti dai giovani, i risultati mostrano che, al momento, per le giovani generazioni il criterio più importante è l'autorealizzazione dell'individuo. Le preferenze specifiche dei giovani sono coerenti con le caratteristiche della loro età e la preferenza maggiore è espressa per il seguente criterio: “l'opportunità di vivere cose interessanti”. Anche i criteri “amicizia/ comunicazione” e “salute” risultano in testa tra i criteri di successo della vita tra i giovani.

I modi per raggiungere questi obiettivi specifici, selezionati dalle giovani generazioni nell’elenco generale degli obiettivi da raggiungere, ci permettono di valutare fino a che punto i giovani fanno affidamento sulle proprie forze, formulano piani da realizzare interamente da soli o hanno speranze di ricevere l'aiuto di qualcuno o, semplicemente, di avere fortuna. Gli intervistati di tutti i paesi (Russia, Polonia, Germania e Italia) rivelano di voler raggiungere i propri obiettivi in modo indipendente. Il maggior livello di affidamento su se stessi è espresso dai giovani italiani.

Conclusione

La presenza dell'immagine del futuro è importante per la società nel suo insieme e per i suoi singoli membri, specialmente per le giovani generazioni. È la gioventù il gruppo che percepisce più sottilmente l'atmosfera sociale e il vettore di sviluppo dello Stato, più chiaramente e vividamente rappresenta il “quadro” di questa immagine del futuro, ne costituisce il motore o il freno. È importante studiare tutti i fattori che modellano l'immagine del futuro, compresa la correzione tempestiva delle “debolezze”.

* Quando si studia l'immagine del futuro, prima di tutto è importante prestare attenzione all'orizzonte della pianificazione della vita dei giovani, perché dimostra la “distanza” e la “capacità” dell'immagine del futuro. L'orizzonte sociale della pianificazione della vita dei giovani è progettato solo per il medio termine e in ritardo rispetto all'orizzonte della pianificazione biologica; un dato che impoverisce il quadro generale del progresso futuro, ma suggerisce che le giovani generazioni non vivono “giorno per giorno”. I giovani, classificati per coorti statistiche, nel contesto dei cambiamenti globali e delle crisi costanti che li caratterizzano, non vedono la possibilità di costruire piani a lungo termine, che è tipico delle età più mature, e sono alla ricerca di opportunità in varie fonti di risorse. Lo sviluppo sostenibile degli Stati di residenza dei giovani e una situazione stabile nel campo della sicurezza internazionale possono contribuire all'estensione della distanza dell'orizzonte della pianificazione della vita.

* L'immagine del futuro è influenzata dalla struttura degli orientamenti di valore. La somiglianza della struttura degli orientamenti di valore parla delle radici cristiane comuni della cultura europea e della divisione dei valori universali nella gioventù di Italia, Germania, Polonia e Russia. Differenze non fondamentali nelle strutture di valore mostrano piuttosto che tali differenze sono legate alle caratteristiche e le specificità nazionali della vita politica e pubblica dei suddetti Paesi.

* L'ottimismo sociale è diffuso tra i giovani di Italia, Germania, Polonia e Russia. Le autovalutazioni delle prospettive delle giovani generazioni si concentrano sulla mobilità sociale verticale, che indica le condizioni di vita generali considerate come accettabili dalle giovani generazioni in questi Paesi e la loro fiducia nel loro Paese. Più alto è il “grado” di ottimismo e la dinamica del movimento sulla scala sociale, più elevata è la collocazione del Paese nella scala della “competizione mondiale”. Quindi, la misura dell'ottimismo sociale può essere un indicatore della valutazione del funzionamento degli ascensori sociali nella comunità.

* L'adesione a determinati valori determina la direzione delle aspirazioni dei giovani.

* La moderna generazione giovane è orientata alla creazione del proprio futuro agendo principalmente per conto proprio.

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Riferimenti

PROF. SVETLANA N. VARLAMOVA

Mosca, Federazione Russa

Dirigente: FCTAS - Federal Center for Theoretical and Applied Sociology

Accademia delle Scienze di Russia

Ul. Krzhizhanovskogo 24/35 korp.5 – 117218 Moscow Russia

Tl. Mobile: 1°) +7/ 926 – 5797151 2°) +7/ 916 – 5612506

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Skype: varlamova_sn

DR. ANNA DOROSHINA

Laurea in Sociologia

UNIVERSITA’ CHIMICO-TECNOLOGICA “D.I. MENDELEEV”

Mosca, Federazione Russa

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

ELENA I. KAYSHAURI

Ricercatrice

FCTAS - Federal Center for Theoretical and Applied Sociology

Accademia delle Scienze di Russia

Ul. Krzhizhanovskogo 24/35 korp.5 – 117218 Moscow Russia

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

EURISPES

Via Cagliari 14 – 00198 Roma (Italia)

Tl. +39/06 68210205

Web: www.eurispes.eu

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Se vuoi costruire un edificio per le generazioni a venire, scrivi un libro

Un vecchio padre ordina a suo figlio: se cerchi rifugio dalla pioggia e dal vento, fatti una tenda o una Amos Ozcasetta. Se cerchi un posto per viverci tutti i giorni della tua vita, fatti una casa di pietra. Se vuoi preoccuparti dei tuoi figli e dei figli dei tuoi figli che verranno dopo di te, fatti una città attorniata da un muro. Ma se vuoi costruire un edificio per le generazioni a venire, scrivi un libro.

Da, Cari fanatici di Anos Oz

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Amos Oz, (in ebraico: עמוס עוז?), è nato Amos Klausner (in ebraico: עמוס קלוזנר?) Gerusalemme il 04 maggio 1939 e morto a Tel Aviv il 28 dicembre 2018): autore di romanzi e saggi, giornalista e docente di letteratura all’Università Ben Gurion del Negev, a Be'er Sheva.

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‘Come sta Pablito?

Troisi

«QUANDO la spieghi, la poesia diventa banale». La frase di Pablo Neruda è il ritratto di Gerardo Ferrara, 55 anni, cilentano di Sapri (…) Insegnante di educazione fisica, Gerardo è stato la controfigura di Massimo Troisi ne ‘Il Postino’. (…) Quando incontrò Troisi? «Arrivò un lunedì, a Cinecittà, mentre giravo di pomeriggio. Si presentò sul set, io ero ansioso, anzi atterrito. Lui mi guardò, mi sorrise e mi abbracciò: ‘E tu solo mo’ ti fai vedere?’. Lo disse con una semplicità complice, di cui solo lui era capace». Cosa faceva sul set nei panni dell’altro Troisi? «Le scene in bicicletta e molti campi lunghi sono stati girati da me al posto di Massimo. L’ultimo ciak lo battemmo il pomeriggio del 3 giugno a Procida.

Mentre andava via, lanciò a tutti noi un saluto strano: ‘Vi amo tutti, non dimenticatevi di me’. Il giorno dopo morì». Anche i suoi affetti in qualche modo hanno incrociato Troisi. «Seppi della gravidanza di mia moglie Elena durante le riprese. ‘Come sta Pablito? Elena, mi raccomando, lo dobbiamo chiamare Pablito’, le diceva Massimo, giocando con il copione del film (dove il figlio del postino si chiama Pablito, ndr). Quando il bambino è nato abbiamo deciso di chiamarlo Massimo, di botto, senza pensarci su».

Tratto da La Nazione del 2 novembre 2018Autore: Nino Femiani

La fraternità rimane la promessa mancata della modernità

Pontificia Accademia Per la Vita13. La medicina e l’economia, la tecnologia e la politica che vengono elaborate al centro della moderna città dell’uomo, devono rimanere esposte anche e soprattutto al giudizio che viene pronunciato dalle periferie della terra.

Di fatto, le molte e straordinarie risorse messe a disposizione della creatura umana dalla ricerca scientifica e tecnologica rischiano di oscurare la gioia della condivisione fraterna e la bellezza delle imprese comuni, dal cui servizio ricavano in realtà il loro autentico significato.

Dobbiamo riconoscere che la fraternità rimane la promessa mancata della modernità.

Il respiro universale della fraternità che cresce nel reciproco affidamento – all’interno della cittadinanza moderna, come fra i popoli e le nazioni – appare molto indebolito. La forza della fraternità, che l’adorazione di Dio in spirito e verità genera fra gli umani, è la nuova frontiera del cristianesimo.

Ogni dettaglio della vita del corpo e dell’anima in cui lampeggiano l’amore e il riscatto della nuova creatura che si va formando in noi, sorprende come il vero e proprio miracolo di una risurrezione già in atto (cfr Col 3,1-2).

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Dalla LETTERA DEL SANTO PADRE FRANCESCO AL PRESIDENTE DELLA PONTIFICIA ACCADEMIA PER LA VITA

IN OCCASIONE DEL XXV ANNIVERSARIO DELLA SUA ISTITUZIONE

(11 febbraio 1994 - 11 febbraio 2019)

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/letters/2019/documents/papa-francesco_20190106_lettera-accademia-vita.html

XXIII Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

Nuova vita sociale ai beni confiscati Sono gestiti da 720 realtà locali tra gruppi, associazioni e diocesi

ANTONIO MARIA MIRA

ROMA

Sono 720 le associazioni, cooperative sociali, diocesi, parrocchie, gruppi scout che in tutta l’Italia (17 regioni su 20) gestiscono beni confiscati alle mafie. È la bella Italia che dice “no” alle cosche in modo concreto. E che mette in pratica, positivamente, la legge 109 del 7 marzo 1996, per l’uso sociale di tali beni. Una legge nata 22 anni fa dalla raccolta di un milione di firme promossa da Libera. In occasione del “compleanno”, l’associazione fondata da don Luigi Ciotti, ha elaborato una ricerca dal titolo “BeneItalia”, che ha censito le esperienze di riutilizzo sociale dei beni confiscati presenti nel nostro Paese. Belle storie ma anche criticità e difficoltà. Infatti in due casi su tre il bene arriva alla fase del riutilizzo in mediocri o cattive condizioni strutturali e solo nel 12 %, si trova in condizioni buone o ottime.

Giornata nazionale memoria impegno 21Marzo"Per far conoscere e mettere in rete queste pratiche virtuose, Libera lancia fino al 21 marzo, la XXIII Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, l’hashtag #apriamoilbene con il quale i coordinamenti territoriali del- le associazioni, i soggetti gestori, le scuole, il sindacato, i cittadini attivi racconteranno la loro esperienza e i beni confiscati diventeranno luoghi di memoria e di impegno. Dai dati raccolti emerge che il maggior numero di realtà sociali (quasi il 50%) è costituito da associazioni di diversa tipologia (384) e cooperative sociali (188). Tra queste ci sono 8 associazioni sportive dilettantistiche, 27 Ats (associazioni temporanee di scopo), 13 consorzi di cooperative, 45 beni gestiti direttamente da diocesi, parrocchie e Caritas, 20 fondazioni, 16 gruppi scout (Agesci e Cngei), 12 istituti scolastici di diversi ordini e gradi, 4 comunità di recupero e di reinserimento per soggetti in condizione di svantaggio, 4 cooperative di lavoratori di aziende confiscate, 2 enti di formazione professionale e 1 ordine professionale. Realtà sociali che gestiscono principalmente appartamenti, ville e terreni. A dimostrazione della diffusione delle mafie su tutto il territorio nazionale, dopo la Sicilia con 188 soggetti gestori, troviamo la Lombardia con 144. Seguono la Campania con 116, la Calabria con 101, la Puglia con 68 e il Lazio con 41.

Complessivamente secondo i dati dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (dati febbraio 2018) sono 13.146 i beni immobili destinati, con nuovamente la Sicilia prima regione con 5.110 beni immobili destinati, seguita dalla Calabria con 2.265 beni immobili e Campania con 1.906. Sono invece in totale 17.333 gli immobili in gestione (in attesa di risolvere criticità e di essere destinati alle amministrazioni statali ed agli enti locali): con 6.339 immobili in gestione è la Sicilia la prima regione seguita da Campania con 2.573 e Calabria 2.154.»


Da Avvenire del 21 marzo 2018

Lo sguardo degli anziani per il futuro dei giovani

Giornata vita 2019. Il messaggio dei vescoviGiornata Nazionale Per la Vita

Il Messaggio del Consiglio episcopale permanente della Cei per la 41ª Giornata nazionale per la vita che sarà celebrata in tutte le diocesi domenica 3 febbraio 2019

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Germoglia la speranza

«Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete? Aprirò anche nel deserto una strada, immetterò fiumi nella steppa» (Is 43,19). L’annuncio di Isaia al popolo testimonia una speranza affidabile nel domani di ogni donna e ogni uomo, che ha radici di certezza nel presente, in quello che possiamo riconoscere dell’opera sorgiva di Dio, in ciascun essere umano e in ciascuna famiglia. È vita, è futuro nella famiglia! L’esistenza è il dono più prezioso fatto all’uomo, attraverso il quale siamo chiamati a partecipare al soffio vitale di Dio nel figlio suo Gesù. Questa è l’eredità, il germoglio, che possiamo lasciare alle nuove generazioni: «facciano del bene, si arricchiscano di opere buone, siano pronti a dare e a condividere: così si metteranno da parte un buon capitale per il futuro, per acquistarsi la vita vera» (1Tim 6, 18-19).

Vita che 'ringiovanisce'

Gli anziani, che arricchiscono questo nostro Paese, sono la memoria del popolo. Dalla singola cellula all’intera composizione fisica del corpo, dai pensieri, dalle emozioni e dalle relazioni alla vita spirituale, non vi è dimensione dell’esistenza che non si trasformi nel tempo, «ringiovanendosi» anche nella maturità e nell’anzianità, quando non si spegne l’entusiasmo di essere in questo mondo. Accogliere, servire, promuovere la vita umana e custodire la sua dimora che è la terra significa scegliere di rinnovarsi e rinnovare, di lavorare per il bene comune guardando in avanti. Proprio lo sguardo saggio e ricco di esperienza degli anziani consentirà di rialzarsi dai terremoti - geologici e dell’anima - che il nostro Paese attraversa.

Generazioni solidali

Costruiamo oggi, pertanto, una solidale «alleanza tra le generazioni», come ci ricorda con insistenza papa Francesco. Così si consolida la certezza per il domani dei nostri figli e si spalanca l’orizzonte del dono di sé, che riempie di senso l’esistenza. «Il cristiano guarda alla realtà futura, quella di Dio, per vivere pienamente la vita con i piedi ben piantati sulla terra - e rispondere, con coraggio, alle innumerevoli sfide», antiche e nuove. La mancanza di un lavoro stabile e dignitoso spegne nei più giovani l’anelito al futuro e aggrava il calo demografico, dovuto anche ad una mentalità antinatalista che, «non solo determina una situazione in cui l’avvicendarsi delle generazioni non è più assicurato, ma rischia di condurre nel tempo a un impoverimento economico e a una perdita di speranza nell’avvenire». Si rende sempre più necessario un patto per la natalità, che coinvolga tutte le forze culturali e politiche e, oltre ogni sterile contrapposizione, riconosca la famiglia come grembo generativo del nostro Paese.

L’abbraccio alla vita fragile genera futuro

Per aprire il futuro siamo chiamati all’accoglienza della vita prima e dopo la nascita, in ogni condizione e circostanza in cui essa è debole, minacciata e bisognosa dell’essenziale. Nello stesso tempo ci è chiesta la cura di chi soffre per la malattia, per la violenza subita o per l’emarginazione, con il rispetto dovuto a ogni essere umano quando si presenta fragile. Non vanno poi dimenticati i rischi causati dall’indifferenza, dagli attentati all’integrità e alla salute della 'casa comune', che è il nostro pianeta. La vera ecologia è sempre integrale e custodisce la vita sin dai primi istanti.

La vita fragile si genera in un abbraccio: «La difesa dell’innocente che non è nato deve essere chiara, ferma e appassionata, perché lì è in gioco la dignità della vita umana, sempre sacra, e lo esige l’amore per ogni persona al di là del suo sviluppo». Alla «piaga dell’aborto» – che «non è un male minore, è un crimine» – si aggiunge il dolore per le donne, gli uomini e i bambini la cui vita, bisognosa di trovare rifugio in una terra sicura, incontra tentativi crescenti di «respingere profughi e migranti verso luoghi dove li aspettano persecuzioni e violenze».

Incoraggiamo quindi la comunità cristiana e la società civile ad accogliere, custodire e promuovere la vita umana dal concepimento al suo naturale termine. Il futuro inizia oggi: è un investimento nel presente, con la certezza che «la vita è sempre un bene», per noi e per i nostri figli. Per tutti. È un bene desiderabile e conseguibile.

Il documento

Da quarantuno anni è l’appuntamento fisso per la prima domenica di febbraio per l’intera comunità cattolica del Paese. È diventata l’occasione per poter rilanciare e sostenere una cultura aperta alla vita in tutte le sue fasi

L’alleanza tra le generazioni e l’allarme denatalità al centro del tradizionale appello in vista della ricorrenza. Forti sottolineature anche per la vita fragile, dal concepimento alla morte naturale, compreso il dolore per i migranti

Da Avvenire del 02 dicembre 2018

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EDITORIALE NORMA CATTIVA E PAROLE AL VENTO

IL PRESEPE VIVENTE

MARCO TARQUINIO

Giornata Per La Vita TarquinioIl presepe di cui qui si parla è vivente. Loro sono giovanissimi: Giuseppe (Yousuf), Fede (Faith) e la loro creatura. Che è già nata, è una bimba e ha appena cinque mesi. Giuseppe viene dal Ghana, Fede è nigeriana, entrambi godono – è questo il verbo tecnico – della «protezione umanitaria» accordata dalla Repubblica Italiana. Ora ne stanno godendo in mezzo a una strada. Una strada che comincia appena fuori di un Cara calabrese e che, senza passare da nessuna casa, porta dritto sino al Natale. Il Natale di Gesù: Uno che se ne intende di povertà e grandezza, di folle adoranti e masse furenti, di ascolto e di rifiuto, del 'sì' che tutto accoglie e tutti salva e dei 'no' che si fanno prima porte sbattute in faccia e poi chiodi di croce. Giuseppe e Fede solo stati abbandonati, con la loro creatura, sulla strada che porta al Natale e, poi, non si sa dove. Sono parte di un nuovo popolo di 'scartati', che sta andando a cercare riparo ai bordi delle vie e delle piazze, delle città e dell’ordine costituito, ingrossando le file dei senza niente. Sono i senza più niente. Avevano trovato timbri ufficiali e un 'luogo' che si chiama Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) su cui contare per essere inclusi legalmente nella società italiana, apprendendo la nostra lingua, valorizzando le proprie competenze, studiando per imparare cose nuove e utili a se stessi e al Paese che li stava accogliendo. Adesso quel luogo non li riguarda più. I 'rifugiati' sì, i 'protetti' no. E a loro non resta che la strada, una strada senza libertà vera, e gli incontri che la strada sempre offre e qualche volta impone: persone perbene e persone permale, mani tese a dare e a carezzare e mani tese a prendere e a picchiare, indifferenza o solidarietà.

Si può essere certi che il ministro dell’Interno, come i parlamentari che hanno votato e convertito in legge il suo decreto su sicurezza e immigrazione, non ce l’avesse con Giuseppe, Fede e la loro bimba di cinque mesi. Ma è un fatto: tutti insieme se la sono presa anche con loro tre, e con tutti gli altri che il Sistema sta scaricando fuori dalla porta. Viene voglia di chiamarla 'la Legge della strada'. Che come si sa è dura, persino feroce, non sopporta i deboli e, darwinianamente, li elimina. È un fatto: la nuova 'Legge della strada' già comanda sulla vita di centinaia di persone che diverranno migliaia e poi decine di migliaia. Proprio come avevamo avvertito che sarebbe accaduto, passando – ça va sans dire – per buonisti e allarmisti.

Eccolo, allora, davanti ai nostri occhi il presepe vivente del Natale 2018. Allestito in una fabbrica dell’illegalità costruita a suon di norme e di commi. Campane senza gioia, fatte suonare per persone, e famiglie, alle quali resta per tetto e per letto un misero foglio di carta, che ironicamente e ormai vuotamente le definisce meritevoli di «protezione umanitaria». Ma quelle campane tristi suonano anche per noi.

P.S. Per favore, chi ha votato la 'Legge della strada' ci risparmi almeno parole al vento e ai social sullo spirito del Natale, sul presepe e sul nome di Gesù. Prima di nominarlo, Lui, bisogna riconoscerlo.

Da Avvenire del 02 dicembre 2018

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Come può essere apprezzata l'impresa economica della "Foresta"

È l’etica a fare l’impresa

Il premio. Per la prima volta in Italia un riconoscimento alle 'buone pratiche' assegnato ai titolari e ai dipendenti uniti nell’impegno per il bene comune. A promuovere l’iniziativa è stata l’Associazione San Giuseppe imprenditore. Oggi ad Asti la cerimonia di consegna. Ecco le tre realtà più meritevoli

 

Margaritelli spa

Difesa dell’ambiente e sostegno al territorio

Il conferimento del premio è giunto del tutto inaspettato. «Sono ben consapevole - spiega Andrea Margaritelli, consigliere e dg della Margaritelli Spa di Torgiano (Perugia) - che questo inatteso riconoscimento corona una storia di impresa familiare lunga un secolo e mezzo, ma soprattutto l’intera comunità che ne ha costruito passato e presente. Una comunità fatta di uomini e donne, interne ed esterne all’azienda fornitori e clienti sono parte integrante del nostro capitale umano che ha posto sempre al centro il valore del rispetto per la persona e per l’ambiente».

 

La Margaritelli è un gruppo che opera in diversi settori industriali, in particolare nella produzione di pavimenti in legno (suo il marchio ListoneGiordano), di barriere stradali e antirumore in legno. VaForesta hallerbos Belgio 7nta una storica tradizione nel settore dell’armamento ferroviario essendo stata, a partire dagli anni ’50, tra i principali fornitori di traverse in legno delle Ferrovie.

 

Andrea Margaritelli è rimasto colpito dalle finalità dell’Asgi, che pone l’attenzione sulla dimensione sociale dell’impresa e sul più ampio ruolo di responsabilità di chi la guida. Un tema che sente particolarmente vicino: «Del resto la gestione sostenibile dell’impresa ha molti punti di contiguità con la gestione sostenibile della foresta, che è una delle attività che ci vede coinvolti fin dalle nostre origini. Ebbene, l’impresa, proprio come la selvicoltura, richiede visioni a lungo termine, infaticabile dedizione, generosità d’animo. In particolar modo nelle imprese familiari, la similitudine è strettissima. Si riceve in custodia un patrimonio costruito con fatica da chi ha preceduto, e il compito primario di ogni generazione è quello di accudire e tramandare alle successive».

[Cfr. Avvenire del 11 marzo 2018]

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- 8 maggio 2014

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